GIUGNO 2011-L’AVVENTURA NON SOLO NOSTRA… RICORDATE ANTONIONI E MONICA VITTI ?

Posted on 19. Mag, 2011 by in Avventure, Week end

Questo week end estivo vi consiglio un tuffo nellItalia del 1960, il sud che migra a nord, il cinema italiano – ancora in bianco-nero, che riscopre vizi e pregi di una cultura che, in molti casi, è quasi tribale. La trama del viaggio (quindi del film) è semplice, come vuole il neorealismo, che tutti ormai ci invidiano, una specie di rinascimento, di autocritica sociale che abbiamo dimenticato.

Un gruppo di persone su una barca, tutti giovani e ricchi, getta l’ancora in un’isola vulcanica, drammatica per la sua bellezza tragica,capace di stordire con aromi di mediterraneo, timo e finocchio bruciati dal sole, rosmarino selvatico fiorito, alghe che si decompongono suila battigia. Colpo di scena; al momento di salpare, una delle ragazze non si trova più. Il resto del film vive, come un poliziesco soft, sulla ricerca di Anna, estendendosi a tutta la Sicilia. Partecipano attivamente (sarà depistaggio?) il suo fidanzato e la migliore amica di lei, Monica Vitti, giovanissima, genuina, appassionata sotto un aspetto nordico che è lontano dal suo carattere mediterraneo.
Anna nei giorni di convivenza a bordo, si confidava incerta sui reali sentimenti per il suo amante Sandro, e questo rimane per un po’ sospeso sulle ragioni della scomparsa. Un dubbio che coinvolge una sfera di sentimenti cristallini, che oggi, anche quelli, abbiamo dimenticato, ma possiamo recuperare attraverso la sensibilità del regista, che conduce le scene in un modo solo apparentemente lento, direi piuttosto riflessivo e introverso.
Il fluire della vita attraverso le immagini del film, fa salire in superficie la noia e la opalescenza di fatti, sentimenti e paure inconsce. Persino Anna, la sua tragedia e la sua fine gradualmente posssono (devono ?) essere dimenticati, altri eventi incalzano.
L’isola, Lisca Bianca , è un personaggio a sé, come poi la barocca Noto. Le rocce vulcaniche, evidenziate sapientemente dal bianco e nero della fotografia, rendono ancora più eteree ed estranee tra loro i personaggi, che sfuggono principalmente da loro stessi e dalle loro responsabilità morali Si jndaga sempre più blandamente, si estende l’area di ricerca, ma sempre con crescente apatia e distacco dal reale. Il gruppo coeso dei giovani vacanzieri, accomunato da vigori e paassioni, si sgretola e si allontana, come se la noia prendesse il sopravvento sulla moralità. Questa crescente presenza genera un’atmosfera palpabilmente tesa, che spesso sfocia in risse verbali o in amori appassionati, ma solo in apparenza. Nel calore dei meriggi siciliani anche la passione di Claudia (Monica Vitti) per Sandro (Gabriele Ferzetti) è dettata da noia e da orgasmi troppo brevi per sfociare in un’autentica relazione.
Quello che rimane, dominando ogni sceneggiatura con una maestria assoluta, è l’ambiente, le rocce dell’isola, il barocco ridondante e sbrecciato di Noto. Dopo emozioni che sfociano in fragilità e apatia, l’immagine finale riassume il tema : L’Etna incappucciato di neve quasi un punto di riferimento tragicamente eterno, potenzialmente distruttivo.
Un viaggio a Lisca Bianca, nelle eolie… consigliato da alberto schieppati, il vostro diavolo tentatore…

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