APAMEA EBLA E UGARIT PRIME METROPOLI DELL’UMANITA’

Posted on 09. Set, 2010 by in Avventure, Viaggi

EBLA, L’INTUIZIONE TUTTA ITALIANA DELL’ARCHEOLOGO MATTHIAE.
La scoperta del sito storico di Ebla è merito di una missione dell’Università di Roma che, a partire dal1964 e dopo oltre un decennio di scavi, portò alla luce un favoloso tesoro in una zona della Mesopotamia lontana dall’Eufrate dove non si riteneva che si fosse sviluppata (tra il II e I milenio a.c.) una civiltà avanzata con una lingua propria e con contatti con gli imperi vicini.
Il sito (una vasta distesa piana con l’Acropoli al suo centro) è alquanto vasto e la sua visita richiede un paio di ore. La città bassa ospitava, nella sua epoca di maggior splendore, circa 30.000 abitanti. La parte meglio preservata è quella del centro governativo, con le scale che salgono sull’acropoli. È a sud della scalinata che dà sul cortile delle Udienze, in una sala al pianterreno, che si trovavano le famose tavolette.


Nel palazzo reale sono stati rinvenuti numerosi capolavori che dimostrano l’elevato livello tecnico degli artigiani di Ebla. Sull’Acropoli sono emersi i resti di un grande tempio che si fa risalire al 1900 a.c. e che si ritiene dedicato al dio dell’amore e della guerra
Il museo contiene le mappe degli scavi e le foto dei pezzi esumati. Non è un museo che contenga grandi tesori ma una visita è senz’altro interessante ed utilissima per la visita del sito che dovrebbe quindi essere successiva.

Ebla deve il suo fascino alla solitudine del sito, che evidenzia la posizione delle mura (per gran parte terrapieni erbosi) con tracce evidenti di un’opulenza che, agli albori dellaa civiltà, potevano sembrare impossibili. Si tratta di una civiltà così evoluta che si è innescata la teoria di una provenienza extraterrestre. Fantasie… fantasie… ma quando sarete al centro della città fateci un pensierino. Vedrete che le utopie non sono poi così improbabili,

NOTIZIE UTILI
Ebla è raggiungibile in auto risalendo ad Aleppo da Masrat e poi prendendo la direzione per Tell Mardick (Ebla). Vi si può anche arrivare da Aleppo percorrendo l’autostrada per Damasco per poi imboccare, 6 km dopo Srageb, la strada per Ebla.
Ebla offre scarsa ricettività alberghiera, si suggerisce di pernottare ad Aleppo, che si raggiunge con un paio d’ore di buona strada.
Sito e Museoi sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 18 e gli ingressi sono a pagamento.

UGARIT

LUCI ED OMBRE SULL’ANTICO TESTAMENTO…MISTERI E ORIGINI PLANETARIE ???
Gli scritti dell’età del bronzo, ritrovati ad UGARIT (Siria), hanno gettato nuova luce sull’Antico Testamento. Si è visto che Israele ed Ugarit condividono la radice linguistica, le forme letterarie ed, in generale, la cultura della terra di Canaan, alla quale entrambi appartengono. La conoscenza del lessico ugaritico ha consentito di capire alcune parole arcaiche, presenti nei Proverbi e nei Salmi biblici, il cui significato era andato perso.
Nella teologia politeistica di Ugarit, il dio supremo è El, creatore del mondo e padre degli dei e degli uomini. Nella Bibbia, il vero dio è Yahweh, ma un altro suo nome è proprio El. Può sorgere il dubbio che alcuni brani biblici siano ancora legati al politeismo canaanita. Infatti ora gli studiosi concordano nell’affermare che il monoteismo ebraico si è sviluppato gradualmente e si è affermato pienamente solo all’epoca dell’esilio babilonese.
Nell’Antico Testamento il termine asherah compare varie volte e si pensava che indicasse un oggetto di culto: una specie di totem di legno posto davanti ai luoghi sacri. Invece la letteratura ugaritica ha consentito di capire che Asherah è una dea, anzi è la moglie di El e la madre degli dei e delle dee. Adesso viene il bello.
Nel 1975, quando il Sinai era occupato dall’esercito ebraico, un archeologo israeliano scoprì le rovine di un edificio, che anticamente (VIII secolo a.C.) era un posto di ristoro per i visitatori di un tempio lì vicino. Vi trovò un’iscrizione in fenicio ed in ebraico che invocava la protezione di Yahweh e della sua Asherah. Vi trovò pure un vaso con un dipinto raffigurante una mucca col suo vitello: simbolo canaanita della dea madre. Inoltre il nome dell’autore dell’iscrizione rivela la sua origine ebrea. Sembra dunque che secondo la religione popolare (non secondo la religione biblica ufficiale) Yahweh avesse una consorte, assieme alla quale veniva adorato.
Quanto sopra è confermato, oltre che da ritrovamenti analoghi, anche dai papiri di epoca ellenistica trovati ad Elefantina (nell’Alto Egitto). Questi papiri furono scritti dalla potente comunità ebraica locale nell’arco di diversi secoli. Tra l’altro, vi si riferisce dell’invio di offerte al tempio di Salomone a Gerusalemme da parte del proprio tempio di Yahweh/Asherah.
Infine occorre ricordare che il profeta Geremia, strenuo difensore del monoteimo, si scagliò anche contro la Regina del Cielo che veniva adorata dai suoi compatrioti preparandole dei dolciumi.
In sintesi, il popolo ebraico ha adorato per secoli un dio composto da una parte maschile e da una parte femminile. Alla lunga, la predicazione instancabile dei profeti ha fatto prevalere un unico Dio.
UGARIT è un’antica città ubicata a pochi chilometri a nord della città moderna di Latakia.
Fu la capitale dell’antico regno di Ugarit, ed era situata allo sbocco sul Mediterraneo, di un’antica via proveniente dalla Mesopotamia, in corrispondenza dei confini tra la potenza ITTITA a nord e la sfera d’influenza EGIZIANA, a cui appartenne, a sud.
La collocazione di Ugarit fu dimenticata fino al 1928,, quando un contadino scoprì accidentalmente un’antica sepoltura, appartenente alla necropoli della città. I successivi scavi furono condotti, in condizioni politiche spesso difficili, prevalentemente dall’archeologo Schaeffer, del Museo preistorico gallo-romano di Strasburgo
Gli scavi scoprirono un palazzo reale di ben 90 vani, che si articolavano intorno ad 8 cortili, e diverse residenze private di pregio, due delle quali includevano archivi di documenti (uno dei quali appartenente ad un diplomatico di nome “Rapanu”).

IL PALAZZO REALE

Il Palazzo Reale di Ugarit fu costruito nel XIV secolo ed era una struttura di circa 6500 mq, disposti su due piani e, cosa curiosa per l’epoca, si trovava nel centro cittadino, circondato dalle case. La sua struttura è particolarmente complessa, perché al nucleo originario si sono via via aggiunti numerosi altri ambienti. Un efficiente sistema di condotte portava l’acqua nelle varie sezioni del palazzo, dove poteva anche essere scaldata.
Il Palazzo aveva numerose entrate: quella più imponente consisteva in un atrio dal quale si accedeva ad un portico colonnato in legno e, da lì, ad un grande cortile con fontana. Sono stati trovati ben cinque archivi con tavolette d’argilla in lingua babilonese, hurrita e ugaritica. La tavoletta più famosa è senz’altro quella esposta al Museo Nazionale di Damasco con l’alfabeto elaborato per ridurre la scrittura sumerica a 30 consonanti.
Nelle numerose necropoli sono stati ritrovati doni rituali: ceramiche, gioielli in oro ed argento, armi, incisioni in avorio, vasi in alabastro. Le camere funerarie potevano contenere fino a 40 defunti.
BIBLIOTECHE ED ARCHIVI
Gli scavi di Ugarit misero in luce diversi archivi di tavolette di argilla (uno di palazzo, uno templare e due privati) , con testi di varia natura, tutti datati fino all’ultimo giorno della città (si presume nell’anno 1200 ac) quando venne distrutta dalle scorrerie dei popoli del mare.
Altri archivi furono riportati alla luce nel 1973 (120 tavolette) e nel 1994 (300 tavolette rinvenute in un vasto edificio che fu utilizzato negli ultimi anni della vita della città).
La maggior parte di queste tavolette sono scritte in quattro lingue: sumero , accadico, urrita, ugaritico, ciò che ha permesso di tradurre perfettamente le varie tavolette
Ugarit prende posto accanto ad UR ed ERIDU tra una le più antiche città del mondo, con antecedenti preistorici che risalgono al VI millennio a.C, sebbene esistano tracce di insediamento ancora precedenti. Fu in questo periodo che iniziò ad acquisire una vera e propria forma urbana, con la costruzione di un muro di cinta fortificato, in epoca neolitica..
La più antica evidenza scritta del nome della città proveniene dalla biblioteca dalla vicina città di EBLA e risale intorno al 1800 aC. Successivamente cadde sotto il controllo degli Hyksos (probabilmente urriti o mitanni)..
L’ultimo re di Ugarit dell’età del bronzo fu Hammurapi o Amurapi, fu un contemporaneo del re ittita Supiliuliuma II. In quest’epoca la città venne distrutta in seguito all’invasione dei poploli del mare: intorno al 1185, in corrispondenza dell’ottavo anno di regno del faraone Ramses III. In base ai frammenti di ceramica micenea rinvenuti negli strati di distruzione tale data sembra corrispondere te alla fine dei regni micenei. È discusso se Ugarit sia stata distrutta prima o dopo la capitale ittita di Hattusas.
Anche per Ugarit nascono interrogativi : la distruzione della città avvenne per una scorreria di pirati o per un piano di conquista della lega degli Achei che, comandati da Agamennone , impiegarono 10 anni per raggiungre e annientare anche Troia? …Poi.. : qual’è la vera origine di questo popolo sumero-mesopotamico…forse provenivano da un altro pianeta?…

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