FEBBRAIO 2011- ITINERARI SULLE 3 ISOLE DELL’ARCIPELAGO DI HYERES

Posted on 31. Gen, 2011 by in Senza categoria

L’arcipelago di Hyères, un gruppo di tre isole maggiori con isolotti sparsi disabitati, è una meta ideale per un weekend lungo, praticamente in ogni stagione. Essendo nel punto più meridionale della Provenza e situate a ridosso di un golfo, le isole godono di un clima privilegiato, garantiti 300 giorni di sole l’anno. In estate il mare è caraibico, ma anche nelle mezze stagioni si possono fare passeggiate nel vivo di una natura incontaminata.

Da sempre noto come arcipelago delle “isole d’oro” per le sue bellezze, l’arcipelago fu abitato nel corso della storia da popolazioni liguri, poi dai greci e dai romani. Non mancarono vicende legate alla pirateria saracena.

Il test che abbiamo affrontato per proporvelo “cotto e mangiato” prevede alcuni capisaldi importanti, che ora vi proponiamo:

Come spostarsi: in auto.
Hyères dista da Genova 340 km., prevalentemente in autostrada: A10 fino a Ventimiglia, A8 oltre il confine, A57 dopo Vidauban Sud, infine A570 per gli ultimi 10 km. dopo il bivio di La Chaberte.

Traghetto
Per Porquerolles in partenza dal molo di La Tour Fondue, all’estremità della penisola di Giens, una decina di km. a sud di Hyères. La traversata dura 25 minuti.
** per Port-Cros in partenza dal porto di Hyères, con una traversata di circa un’ora.
** per l’Ile du Levant in un’ora e un quarto da Hyères.

Dove alloggiare
vedere nella home page di www.motorieturismo.com la scheda per prenotare l’albergo consigliato.

Itinerario
sono tutti di matrice naturalistica, spiagge, calette, panorami e aria balsamica, si possono dividere sulle tre isole (una al giorno) Bisogna sapare che l’Ile di Levant è in gran parte impercorribile perchè base militare, nell’unica spiaggia libera (heliopolis) si incontrano i nudisti.

HYÈRES
E’ la classica città provenzale. Le attrattive si concentrano nella città vecchia, con le antiche case lungo le stradine che si intersecano, le botteghe, i laboratori di artigianato, qualche insegna caratteristica; Punto focale la Place St-Paul con l’omonima chiesa gotica.nSulla collina le rovine del castello e delle fortificazioni medioevali, non troppo evidenti e ben conservate, comunque interessanti.

PORQUEROLLES
Di forma allungata, che ricorda una mezzaluna, è la più grande delle tre isole maggiori, lunga 7,5 km. e larga 3. Già attraccando sulla sua costa nord, si spazia sulla rada e sul porticciolo turistico dominati dalla mole del quattrocentesco Fort St-Agathe, ben conservato, oggi adibito a museo di archeologia sottomarina.
L’isola è famosa per la varietà di vegetazione, nella quale dominano estesi boschi di pini. Sono presenti anche terreni coltivati a vigneto, che producono un apprezzato Côtes de Provence. Dovunque oliveti, frutteti, agrumeti e molte piante tutelate dal Conservatorio Botanico.
Porquerolles è percorsa da numerosi sentieri praticabili anche con biciclette, disponibili a noleggio al porto.
D visitare il villaggio, situato subito a sud dell’area portuale, raccolto attorno alla piazza alberata, delimitata dalla chiesa e contornata da negozietti e locali di ritrovo con déhors ombreggiati.
Gli itinerari consigliati sono principalmente due, che consentono un’idea esauriente delle due coste, caratterizzate da morfologie completamente differenti: spiagge di sabbia finissima su quella settentrionale, falesie rocciose a strapiombo su quella sud.
Dal villaggio si segue il sentiero che rasenta in successione le spiagge della Courtade e di Lequin, scavalca i promontori di Pointe du Lequin e Pointe de l’Alycastre per scendere poi sulla splendida spiaggia di Notre Dame. Si taglia in direzione sud verso l’interno dell’isola fino a toccare il Sémaphore, già visibile da lontano e punto più elevato con 142 metri, per questo il panorama è mozzafiato. Raggiunta la costa meridionale ci si raccorda al secondo itinerario, fino alla Pointe de l’Oustau de Dieu, che offre vedute vertiginose da entrambi i versanti del promontorio sul mare sottostante. Si piega di nuovo verso nord per raggiungere il Fort St-Agathe e di lì il porto.
L’intero anello descritto impegna non più di tre ore, il che lascia il tempo di raggiungere (un paio di km. tra andata e ritorno dal porto) anche la Plage d’Argent, considerata la più suggestiva dell’isola.

PORT-CROS
E’ l’isola mediana dell’arcipelago e la più piccola delle tre, estendendosi per meno di 7 kmq. Dagli anni Sessanta è Parco Nazionale e, per apprezzare i fondali di grande bellezza, vi è stato realizzato un percorso sottomarino di 600 metri, segnalato come quelli a terra, nella baia antistante la Plage de la Palud, raggiungibile con una passeggiata di mezz’ora dal molo.
L’isola, interdetta al traffico motorizzato, è la più selvaggia dell’arcipelago e può essere visitata con tre sentieri ad anello, tutti con partenza e arrivo dal porticciolo:
** sentier des Plantes (1 ore 30′);
** circuit des Crètes (3 ore);
** circuit de Port Man (4 ore).
Quest’ultimo è il più consigliabile. Si punta verso l’interno e per quasi un’ora e mezza si procede attraverso una vegetazione rigogliosa profumata di resine e di fiori nascosti chissà dove. Per lunghi tratti nemmeno si scorge il mare.
Giunti in vista della spiaggia di Port Man, merita una breve deviazione sull’omonima penisoletta, estremità orientale di Port-Cros e punto panoramico tra i più belli del Mediterraneo

Dopo un bagno ristoratore, nizia un sentiero sempre in cresta a breve distanza dalla costa rocciosa con vedute emozionanti sul mare blu cobalto.Tra la Pointe de la Galère, punto più settentrionale dell’isola, e la Pointe de la Palud il percorso prende il nome di Sentier des Falaises du Nord, sempre in vista di vertiginosi strapiombi.
La Plage de la Palud si offre in tutta la sua maestosità, con l’acqua cristallina della baia, dominata dalle rocce del Rocher du Rascas, che al tramonto si colorano di sfumature sanguigne. Sulla spiaggia si consiglia una sosta lunga tra gabbiani e picole insenature rocciose che si trovano alle due estremità.
Ancora una mezz’ora, prima di tornare al molo d’imbarco, per visitarel Fort de l’Estissac e, poco distante, Fort de l’Eminence, le meglio conservate di cinque fortezze che un tempo costituivano il sistema difensivo insuperabile dell’isola.

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