FEBBRAIO 2011- BARDI: IL FANTASMA DEL CASTELLO… ESISTE DAVVERO SAI ??

Posted on 02. Feb, 2011 by in Avventure, Senza categoria, Viaggi

NON BISOGNA AVERE PAURA DI LUPI E DI FANTASMI, IL CASTELLO DI BARDI E’ UNA MINIERA DI BELLEZZE E DI MISTERI. MA IL FANTASMA VIVE DAVVERO LI’ LA SUA STORIA D’AMORE DISPERATO. LEGGI QUI COSA VEDERE, ORARI DI APERTURA E PREZZI.

Riapre a fine febbraio il castello di Bardi, che svetta tra i boschi dell’Appennino parmense. Il museo ospitato fra le sue mura quest’anno presenta due nuove mostre, una sulla vita dei cavalieri medievali e l’altra sulla metafisica della relazione fra uomo e lupo.

nerl medioevo Bardi fu la capitale militare dello Stato dei Landi, tanto forte ed indipendente da battere moneta. Nell’898 gli Ungari, un’orda di guerrieri a cavallo originariamente proveniente dalla Siberia occidentale, invasero e terrorizzarono l’Italia. Per contrastare la loro furia selvaggia, furono costruiti in tutta fretta parecchi castelli, dove la popolazione avrebbe potuto trovare rifugio in caso di pericolo.
Alla base di questa strategia c’erano numerosi testi militari romani, che stabilivano che gli assalitori di un castello, per espugnarlo, dovevano avere una supremazia di attaccanti cinque volte superiore a chi difendeva le mura.

Il castello di Bardi fu edificato su uno sperone roccioso di diaspro rosso, con torri ciclopiche e tutta una serie di barriere frutto della più alta tecnologia militare dell’epoca. All’occorrenza, era in grado di contenere migliaia di persone con le loro masserizie e armenti: in pratica, l’intera popolazione vivente in quel periodo nelle valli del Taro e del Ceno. Non bisogna trascurare che Bardi è sulla via Francigena e rappresentava un passaggio verso Roma, difficile ma superabile, come dimostrò Annibale dopo la vittoria del Trebbia (Piacenza).

Divenne una inespugnabile fortezza, la più grande e munita del Parmense, una delle più imprendibili d’Europa (sono 17 i Castelli dell’Associazione del Ducato di Parma e Piacenza, lo Stato voluto da papa Paolo III Farnese nel 1545, passato poi ai Borbone e infine a Maria Luigia d’Austria).

Dalle mura del castello di Bardi, alte 25 metri, si dominano le inviolate (ancor oggi, in gran parte) montagne della Val Ceno popolate di cinghiali, caprioli e lupi.
Secondo la leggenda, da sei secoli accoglie lo spettro di Moroello entrato a far parte di una saga cavalleresca che girava. Con i cantastorie, intutti i castelli provenzali.

Il fascino maschio della sua struttura militare, si nota già a dieci chilometri di distanza, quando si percorre la strada che lo collega a Parma, immersa, come un tempo, nei boschi.

Il castello dispone di una tragica e crudele sequenza di luoghi e locali, camminamenti di ronda, torri, ponte levatoio, su cui svetta il gigantesco mastio,con esposizione di macchine da guerra.

Si scoprono senza interruzione saloni, magazzini, la ghiacciaia per la conservazione dei cibi, le segrete e l’enorme caverna interna che un tempo ospitava le scuderie principesche.

Ospita il Museo della civiltà Valligiana, che espone oggetti in uso nel secolo scorso, una Museo delle torture, le segrete in cui accaddero orribili fatti e il non meno inquietante Museo del Bracconaggio e delle Trappole (unico in Europa). Sono costantemente organizzate mostre, rassegne ed iniziative di alto valore culturale.

Il fantasma del castello tra storia, leggenda e ricerca parapsicologica.

Alla fine del 1400 il castello di Bardi fu teatro della drammatica storia d’amore fra la sedicenne Soleste e Moroello, comandante delle guardie. Credendolo morto in battaglia, Soleste si gettò dalle mura vicine al mastio. Appresa la notizia al suo ritorno dalle imprese belliche, il giovanotto si ammazzò a sua volta.

Da allora, nell’arco dei secoli, il fantasma di Moroello sarebbe apparso spesso vicino al mastio. Accompagnato, a volte, da una sommessa e triste musica. Tali e tante misteriose manifestazioni hanno spinto il Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna a dichiarare il castello “luogo infestato”.

Quello di Moroello, ripreso alla fine del 1999 da una sofisticata termocamera, è l’unico caso conosciuto al mondo di “fantasma termico” e anche quest’anno sarà al centro dell’inusuale mostra “Il fantasma del castello di Bardi tra storia, leggenda e ricerca parapsicologica”. Allestita nei Saloni dei Principi da fine Febbraio a fine Novembre, la rassegna è suddivisa in sei settori:

1) Storia del castello di Bardi
2) La leggenda
3) Le testimonianze sugli strani avvenimenti nel castello
4) Diagnosi parapsicologica: infestazione e loro spiegazione
5) Il fantasma di Bardi: ricerche e studi del CSP. Primi risultati e analisi
6) Teorie sui fantasmi. Studi e ricerche nel mondo

Una mostra che non è una suggestione, ma pone domande e suggerisce risposte che la tecnica moderna può rendere perfettamente credibili.

I cavalier, l’arme e l’amor. La mostra tratta di vita e costumi dei cavalieri medievali, dal 1100 al 1400, attraverso l’esposizione di oggetti autentici o riprodotti da famosi artigiani (ad esempio armi ed armature, elmi, abbigliamento). Sono anche illustrati molti aspetti curiosi: i costi che i cavalieri affrontavano per l’equipaggiamento, la cerimonia d’investitura, gli allenamenti e i tornei, la caccia intesa come utile allenamento nei periodi di pace, le armi cortesi e così via.

La Bestia feroce: il lupo fra Medioevo e ‘800. La rassegna, descrive l’animale dei secoli scorsi, quale era visto dalle popolazioni di tutta l’Europa in periodi di gravi crisi dell’umanità. Il comportamento di questo lupo, a differenza di quello attuale, era un tempo frequentemente aggressivo verso l’uomo.

Diversi, fondamentali fattori misero l’una contro l’altra le due specie. In breve: l’uomo toglieva spazio e prede al lupo, e il lupo era messo sempre più alle strette e ridotto alla fame, in quella che fu una vera e propria guerra per la sopravvivenza. Il lupo delle fiabe, la “belva feroce” che da chissà quante generazioni turba i sonni di adulti e piccini, nasce proprio dal lupo detrminato a reagire, contrattaccare, aggirarsi attorno agli abitati del passato, per colpire bambini e persone isolate ed indifese.

La mostra documenta anche casi realmente avvenuti, quello del lupo chiamato “Coda Mozza” (che nel XIII secolo uccise 80 persone a Parigi) e quello del lupo di Cusago (che uccise una decina di adolescenti nei pressi di Milano). Sono poi ricordati anche il famoso lupo di Gubbio e la misteriosa Bestia dello Gévaudan, alla quale si attribuirono oltre 100 vittime in tre anni in Francia.
Il lupo, una specie protetta, è affascinante e utile, oggi mai pericoloso e fortunatamente in aumento dopo esser stato ridotto (fino a pochi anni fa) a sparuto drappello.

Museo del Bracconaggio e delle Trappole.

E’ stato allestito con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato e di varie associazioni naturalistiche ed enti per sensibilizzare l’opinione pubblica contro il bracconaggio e contro la caccia di specie protette. In Italia il bracconaggio alimenta un enorme giro d’affari (5 miliardi di euro presunti) è la terza attività illegale al mondo, segue immediatamente il traffico di stupefacenti e di armi.

Quando andare al Castello di Bardi

il Castello è aperto da fine febbraio a fine novembre, anche la domenica e i festivi. Il biglietto costa 4,50 euro (ridotti 2,70) se si limita la visita al castello e alle mostre sul fantasma e sui cavalieri. Il prezzo sale a 7,08 euro per la visita completa, che oltre a queste comprende la mostra sul lupo e il Museo del Bracconaggio e delle Trappole

Tags: , ,